La Tuscia eno-gastronomica raccontata dal mensile "A Tavola"

Questa è la Tuscia che ci piace, copio e incollo l'articolo apparso sul sito del mensile " A Tavola".

IL GUSTO DEL VIAGGIO: LA TUSCIA VITERBESE

Un viaggio di storia, cultura e buon cibo di Micol Del Monte

Un itinerario di gusto alla scoperta di sapori e profumi di ogni genere, per mantenere vivo il legame con l'antica terra degli Etruschi, quella che i Latini chiamavano Tuscia. Una zona situata tra l'alto Lazio e la bassa Toscana, attorno alla città di Viterbo, ricca di luoghi da scoprire e visitare che raccontano una storia fatta di arte e cultura, e ovviamente anche di buon cibo e prodotti tipici di qualità. Dai salumi all'olio extravergine, dal vino ai legumi, senza dimenticare i marroni di Viterbo, la patata locale, l'aglio rosso di Proceno e per concludere in dolcezza il miele di Monte Rufeno. Così, tra antichi castelli e paesaggi da sogno, di lago e di montagna, boschi e sorgenti termali, non sarà difficile deliziare anche il palato con materie prime di eccellente qualità.
Il nostro viaggio nella Tuscia non può non prendere le mosse da Viterbo, la splendida Città dei Papi, che mostra ancora i fasti del XIII secolo, quando fu sede pontificia. L'origine di questo insediamento risale ancora una volta al periodo etrusco, ma visitando Viterbo si possono incontrare palazzi aristocratici, mura medievali merlate e imponenti torri che circondano la città, monumenti e opere d'arte risalenti a diverse epoche storiche. Ma nonostante sia così antico, il cuore pulsante di Viterbo è allo stesso tempo attivo e proiettato al futuro: questa è una città che ha dimostrato di saper ripartire dalle sue tradizioni e da una storia importante per guardare al domani, e la grande attenzione degli abitanti del luogo per la tutela e la valorizzazione dei prodotti enogastronomici locali testimonia il grande attaccamento della gente del posto al territorio. Proprio dall'estrema cura dei produttori nei confronti della qualità, ad esempio, nasce un olio extravergine straordinario, che prende il nome dal paesino al confine con la Toscana dove viene prodotto. A Canino viene infatti coltivata una varietà straordinaria di oliva, piccola e dalla maturazione molto lenta, che dà vita ad un olio a bassissima acidità e dal colore verde intenso, che non a caso ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta. La qualità di questo fluido è garantita dal lavoro della Cooperativa Olivicola Canino, costituita nel 1988 e alla quale oggi sono iscritti ben 130 soci. Utilizzando tecniche di coltivazione ecocompatibili e riducendo al minimo il ricorso a concimi e fitofarmaci, i soci portano avanti la loro passione per l'olivo e i suoi figli e riescono a dar vita ad un prodotto di qualità superiore. Ma nella Tuscia Viterbese sono molte le materie prime di eccellenza che è possibile degustare. Su tutti, la Nocciola Tonda Gentile Romana, la cui coltivazione interessa oltre quindicimila ettari alle pendici dei Monti Cimini, soprattutto nell'area di Caprarola dove ogni anno si celebra una Sagra dedicata a questo goloso ingrediente. La nocciola trova infatti nei terreni di origine vulcanica della Tuscia il suo habitat ideale, e non a caso diviene ingrediente fondamentale di molti dei dolci tipici locali, incontrando spesso e volentieri anche piatti di carne come il coniglio in umido alle nocciole. E ancora imarroni, che da anni i produttori della zona esportano anche e soprattutto all'estero, o i legumi, con la lenticchia di Onano e i fagioli del Purgatorio, che “ereditano” il loro nome da un'antica tradizione del XVII secolo. In quel periodo a Gradoli, cittadina che ancora oggi rimane una delle maggiori produttrici di questi gioielli, in occasione del mercoledì delle ceneri veniva offerto un ricco pranzo a base di fagioli semplicemente bolliti e conditi con sale, olio e pepe, al fine di pregare la misericordia divina per le anime del Purgatorio. Tra tradizioni e antiche leggende, meritano ovviamente un cenno i vini locali. E se l'Est! Est! Est! di Montefiascone non ha bisogno di molte presentazioni, ancora a Gradoli nasce uno straordinario Aleatico DOC, la cui produzione risale ancora una volta all'epoca etrusca. Ma di prodotti enologici nella zona ce ne sono molti altri, tanto che nella Tuscia è stata istituita una vera e propria Strada del Vino. Citarli tutti sarebbe impossibile, proprio come riuscire a raccontare in maniera esaustiva una zona eterogenea e variegata come questa. Il modo migliore per godere dell'incontaminato panorama della Tuscia da una posizione privilegiata è quello di affacciarsi, in una di quelle fredde giornate invernali in cui il cielo è pulito e limpido, dalle mura medievali di Tuscania, cittadina d'arte in provincia di Viterbo. Da qui sarà possibile osservare la straordinaria varietà di questa zona, non prima di aver visitato ilMuseo Archeologico Tuscanese, che fa bella mostra di sè sulla cima di un colle, al termine della lunga passeggiata fuori le mura. Allestito all'interno di un ex convento francescano, racchiude al suo interno antichi sarcofagi e sontuosi corredi funerari ritrovati nelle tombe delle più importanti famiglie della zona, risalenti al IV e al II secolo a.C. E non stupitevi se girovagando per il centro del Paese vi imbatterete in sarcofagi sparsi qua e là: alla fine dell'800 infatti essi erano usati come veri e propri arredi urbani, a testimonianza di una stori antica e gloriosa, degli stili di vita e dei costumi delle famiglie tardo Etrusche. Da visitare anche la Chiesa di San Pietro, che sorge sull'omonimo colle già probabile sede dell'acropoli etrusca, e la Basilica di Santa Maria Maggiore. Se poi vi rimane un po' di tempo e non siete ancora sazi di questo viaggio tra cultura e gusto, una degustazione dei tipici formaggi locali (dai pecorini primosale a quelli stagionati in grotta, con la ricotta e il Pecorino Romano DOP), per finire con un bel piatto a base di pesce. Di lago, ovviamente: dalla tinca al coregone, dall'anguilla al pesce persico, rigorosamente pescati nello straordinario Lago di Bolsena, altra perla della Tuscia che merita una visita.

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